Presentazione

 
Vivo quale unico abitante di una borgata abbandonata lungo le rive del torrente Gesso.

 Quel che riguarda il mio ruolo nella società italiana, dopo vent'anni spesi a soddisfare decine e decine di contratti dati dalle agenzie di somministrazione del lavoro e dopo il giro di vite - detto "crisi" - avvenuto nel 2008, che si tradusse nella mia povertà assoluta, si potrebbe esprimere con queste mie parole: non in lucida sapientae, sed misterium facit in secretum quoadusque non morieris in existere.

  Si tratta di un'esistenza in cui i salvagenti espressi dal carattere personale, dalla forza mentale e dall'ampiezza del cuore devono risultare ben gonfi, direi anche turgidi, per non impazzire, per non perdere la propria dignità, per non darsi al crimine.
 Fortunatamente porto in me sia la plurimillenaria sostanza artigiana, sia la civile sostanza letteraria, che fungono da personali salvaguardie strumentali di fronte al disastro sociale che tocca, oggi, me e milioni di uomini e di donne appartenenti a questa nazione la quale, come ebbe già a dire un Poeta, risulta ormai dissociata da secoli.
 Fortunatamente consto del metodo empirico per cibarmi delle erbe boschive senza incappare in una intossicazione alimentare. Intelligenti pauca.

 Al lettore carico di riserbo, il quale sa del tremore di un mondo in cui la mitezza e la comprensione d'animo hanno ceduto il campo alle superbie che gonfiano i petti e sgonfiano le ragioni, dirò soltanto due parole: resta vivo.
E lo dico nel mentre che le grancasse del mondo coprono le grida di dolore risalenti dall'eterno sottosuolo che abita il cuore.
  
Courage!


 I miei blog: Danslè e Scrittipartigiani.


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